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Uffici e documenti  
 



 






























 


Forni e fontane

 
Funtani' dè Shumaìla

Ogni "curt" possedeva il proprio forno, un tipico esempio di vita che si svolgeva in chiusi clan familiari, durata fino ai tempi napoleonici e, in parte, anche nell'Ottocento.

IL “FUNTANI’ DE’ SHUMAILA”

Fino al 1930 Braone era servito da fontane pubbliche le cui acque sgorgavano da sorgenti localizzate appena sopra l’abitato (alcune fontane o lavatoi erano alimentati anche dal torrente Pallobia).
Le fontane esistenti nelle corti (dèi Bitìne,dei Vulge,di Ziralda ecc),non essendoci la rete idrica che potesse dare un servizio alle singole abitazioni,erano essenziali come abbeveratoi per gli animali e per attingere acqua ad uso domestico.
Una delle sorgenti sgorgava nei pressi della chiesa parrocchiale ed alimentava pure una fontana situata nella zona di Sommavilla almeno dalla metà del ‘700 (doc.parrocchiali).Detta fontana chiamata “Funtani’ dè Shumaìla” ,rispetto ad altre di granito di pregevole fattura ma costruite in tempi più recenti(1923) o a quelle più antiche più semplici fatte con lastre varie,è interessante per la forma e per l’età. Infatti fu scavata in un unico masso di granito non perfettamente regolare (m2xm1)senza i mezzi moderni, quindi a mano,da uno scalpellino di cui si conoscono solo le iniziali(G.B.)nel 1766 come testimonia l’incisione sulla parte frontale del manufatto.
Negli anni “30-40 durante la costruzione del canale SEB(Società Elettrica Bresciana) la sorgente ha interrotto il flusso d’acqua per cui detta Società ha provveduto a fornire le fontane della zona alta del paese col pompaggio dell’acqua attinta probabilmente dalla stessa sorgente che nel frattempo aveva abbassato la propria falda a livello del canale(quest’acqua oggi alimenta Via Dossi ,Brendibusio,Gisole).Nel 1956 la fontana,in occasione del posizionamento della prima rete idrica , venne alimentata con l’acqua della sorgente di Poia.

 
 

Nel 1988 la via Sommavilla ,in prossimità della Parrocchiale,fu allargata e il “funtani’ “fu spostato e riposizionato in una nicchia ricavata nel nuovo muro di sostegno della scarpata retrostante.
Interessante notare che,mentre si procedeva alla demolizione del vecchio muro all’interno dello stesso dietro la fontana ,fu trovato l’antico sgocciolatoio anch’esso in granito lavorato,per cui questo importante manufatto fu rimesso al suo posto originale,sostituendo il provvisorio tubo di ferro(utilizzato per 40 anni) completando in modo egregio il monumento e dunque riportandolo a com’era nella metà del ‘700.

Braone 09/01/2008

Rino Prandini

 

 

 

 
Fùren dèi Poli
 
Funtana dèi Vulge
 
Fùren dèi Bitìne

 

 

 

 

 

 

 

 
Fontana 1923

 

 
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